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Storyteller

  • aprile 6, 2017

Piacevole, la sensazione di essere stati scelti. E piacevole è stata la conferma di esserlo stati davvero quando quel tavolo di noce è arrivato in laboratorio e quando mi è stato spiegato il valore che avesse per chi lo aveva appena scaricato dal baule della macchina. Un oggetto carico di significato affettivo da trasformare in un oggetto, se possibile, ancora più “nobile”. Il tavolo del salotto della casa dei propri genitori che non ci sono più, su cui per anni si è mangiato, chiacchierato, discusso, litigato, giocato e studiato. Si cresce, si matura e si vive anche su un tavolo di legno secondo me. Ed è piacevole sapere di essere stato scelto per diventare un pezzo di una storia come questa.

[…]

“Give objects one more chance.”

La storia di Riccardo e della sua tele “Storyteller” Shank Instruments

Durante l’estate scorsa, mi sono purtroppo ritrovato a svuotare la casa dei miei, entrambi mancati da qualche anno. È la casa dove ho vissuto tutta la mia adolescenza e l’ho lasciata solo nel momento in cui è iniziata la mia vita da adulto. Non è una cosa semplice, come sa chi ci è già passato: emotivamente è molto pesante, sia per l’immancabile indigestione di ricordi, sia perché ci si trova a dover vendere, buttare insomma “eliminare” una serie di oggetti sui quali in passato abbiamo fatto pesanti investimenti emotivi.

Si prova un senso di deturpazione quasi sacrilego: ma come quella poltrona su cui ho passato infinte serate assieme alla mia famiglia, la devo portare in discarica ? E il tavolo di cui i miei erano innamorati e su cui ho mangiato sin dalla mia infanzia, discutendo con loro di mille cose e di fatto crescendo e maturando parola dopo parola … lo devo eliminare senza alcuna possibilità di salvataggio ?

È ovvio, noi tutti sappiamo che sono solo COSE, che peraltro non utilizziamo da anni senza che la nostra vita e il nostro equilibrio interiore ne risentano minimamente … Però dirlo è semplice e razionale, ma crederci è un’altra cosa.

Dopo svariati weekend di duro lavoro fisico e emozionale ho però incominciato a capire che valeva la pena OSARE, e che un modo per NON ELIMINARE poteva essere TRASFORMARE. Quello stesso tavolo, a guardarlo bene aveva un magnifico piano in noce massiccio alto 45 mm … guarda caso l’altezza standard di un body Telecaster … Avete già capito come è andata a finire: ho capito che potevo dargli una seconda chance, in fin dei conti quante volte ci capita di chiederla anche noi ? Ed è così che ho deciso di trasformarlo in una Telecaster: la TeleTavola.  Lui, il tavolo, mi sembrava d’accordo in fin dei conti le chitarre sono oggetti magici, nobili e longevi, era una buona trasformazione … nella realtà il tavolo non ha detto nulla, si è limitato a non contraddire i miei trip chitarristici, insomma … silenzio assenso .

Ho avuto poi la fortuna di incrociare qualcuno che ha reso possibile la metamorfosi, ovvero Emanuele D’Alò, che invece di cacciarmi assieme alla mia proposta oscena, è saltato sul progetto con anima e corpo. Senza la sua maestria, la sua passione e la sua dedizione al progetto, la TeleTavola non sarebbe mai uscita da quel tavolo. Va anche citata Ross per la realizzazione dei PickUP  single coil Alnico 5 su “specifiche” di un’altra tele dell’89 a cui sono molto legato. Sono 3, in stile Tele Nashville con la possibilità di attivarne a coppie anche in serie.

Sia il body che il manico sono stati ottenute dal tavolo in questione, dopo un’attenta selezione delle assi che lo componevano. Emanuele ha fatto un miracolo aggiungendo delle alette invisibili al corpo che è sostanzialmente un pezzo unico. Il legno è a vista verniciato a “poro aperto”, perché il tavolo si deve poter ancora vedere, toccare e “sentire”. Last but not least, il battipenna in alluminio acidato di Paolo Lardera, un componente essenziale del look and feel dello strumento.

Credo che il risultato sia ottimo, e, detto tra noi, anche se non ci fosse dietro tutta questa bella storia, amerei comunque quella chitarra.

Riccardo.

[…]

 

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Tutte le immagini relative a questo strumento sono presenti nella pagina “strumenti” del sito.

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